mercoledì 27 febbraio 2013

Finestra aperta sul lavoro


La mente di ognuno di noi prende strade diverse, percorsi inaspettati e osserva persone, luoghi e fatti in modo personale.
Sicuramente ci sono persone che rilevano maggiori particolari di altre e non è detto che questo possa essere un vantaggio..



Oggi mi sono ritrovata dopo molto tempo a fare un "colloquio" collettivo di lavoro, alcune cose hanno colpito la mia attenzione...

Dieci candidati arrivati alla spicciolata, 3 donne e resto uomini, un gruppo molto diverso sia per tipologia che per estrazione o meglio si voglia cura della persona..
 Età varia direi dai 23 ai 50, livello di istruzione anche, ingegneri informatici, diplomati in materie varie, tirocinanti di avvocati, laureati in varie discipline, meccanici..tutti li a cercare lavoro.
Chi, probabilmente non al primo colloquio della settimana e con risultati non interessanti, chi speranzoso, chi timido e chi spavaldo..

Organizzatori arrivati alla spicciolata in attesa del coordinatore, senza il quale sembrava che non fossero in grado di organizzare l'incontro.
Finalmente l'arrivo tanto atteso e il tutto parte.
Entriamo ci sediamo di fronte alle nostre brochure con la storia dell'azienda ed inizia la proiezione delle slides per la presentazione del progetto lavoro.
Chiaramente si svolge tutto secondo il rito commerciale: le battute iniziali per sciogliere il clima, in tentativo di ricordare i nomi dei partecipanti, quello di sollevare domande con le risposte sulle slides successive...tutto secondo il programma standard, e il mio sguardo dove va a cadere......

Sulle scarpe a punta in vernice lucida nera con effetto stampa di coccodrillo di uno dei soci...
Sulla giacca a quadri sopra un maglione di cachemire e camicia sotto del relatore, considerato il caldo infernale della stanza la mia vista a raggi X purtroppo guardava anche il sudore che si stava formando...
Sul rumore dei tacchi scoperti (il rumore metallico che fanno le scarpe quando non sono ben rivestite) della segretaria giovane carina e straniera che non si è mai alzata dalla sedia..
Sull'abito iper corto della collega donna dello staff di presentazione che non ha detto una parola...



Per fortuna sono una donna in grado di fare più cose in contemporanea, quindi nel frattempo ho ascoltato ogni singola parola detta, ho apprezzato la capacità di sopportare domande inopportune, candidati arrivati in ritardo, ho cercato di isolare i "rumori di sottofondo" del mio cervello e concentrarmi sulla sostanza...e forse non è male quello che ho sentito.
Domani approfondirò la conoscenza visitando l'azienda e scoprirò quali dei 10 partecipanti sono sopravvissuti...

Bisogna anche dire, a proposito della mia mente, che stanotte ho sognato una fantastica avventura di spionaggio dove oltre a me come protagonista c'era Sidney Poitier (quello di indovina chi viene a cena) chiaramente congelato a quell'età e l'ambientazione faceva invidia ai migliori action movie del momento!!
Unico problema mi sono svegliata prima della fine...speriamo stanotte in una replica con finale completo...

Intanto provvedo a farmi una tisana e vado a letto a vedere cosa propone la mia mente.. a volte sogno sotto forma di fumetto ed è davvero divertente..

Notte
Micol Morelli


Sintesi della giornata in montagna con Ken

Sintesi della giornata in montagna con Ken

Proseguimento del post precedente

Premesso che la sera non volevano più andare, con argomentazioni tipo:
- "ma tanto il tempo che passa con noi è minimo" 
- "se restiamo a casa possiamo fare tutti i compiti anche quelli per i nostri amici!"...
Mi è toccato fare anche opera di convincimento...

Con un contenuto ritardo sull'appuntamento, forse Barbie finiva i controlli, alle 8.10 sono partiti!!!
Alle 19,30 erano già rientrati!!!



Ben quasi 11 ore con i figli, certo minimo 4 di viaggio di cui la metà i bimbi hanno dormito, 2 ore  con il maestro di sci...

Danni riportati: cose che possono capitare...cadute piccoli incidenti...tutti con Ken non con il maestro..

Al rientro mi hanno detto: "per un pò siamo esonerati vero mamma!!!!"

A volte sembra che debbano timbrare il cartellino....
mi sa che hanno ragione...

Certo però se penso a Ken e al suo rientro a casa, una intera giornata senza Barbie...forse questa sarà stata la scena ieri sera:




Micol Morelli

lunedì 25 febbraio 2013

Concetto organizzativo di Ken

Concetto organizzativo di Ken:


I bimbi sono a casa per le elezioni, quindi c'era da venerdì pomeriggio a martedì sera a disposizione per la montagna, visto che è febbraio c'è neve ecc ecc.
Mi organizzo con amici grandi e piccoli in comune per una partenza domenica mattina e rientro martedì sera in modo da non trovare ressa sulle piste e far fare tutti i compiti... Questo con due settimane di preavviso.




Ken: "Li porto io!!"

Considerato che in genere li vede al massimo 5 ore alla settimana (divise minimo in due volte), non voglio limitare questo slancio di genitorialità!! In un anno non si è mai proposto....neanche per una cena...

Quindi disdico con gli amici grandi e piccoli, pazienza si farà in altra occasione ed attendo...

Ken: "Ci sarà brutto tempo, non vogliamo stare chiusi in casa cosa facciamo se no, vero?? Quindi non partiamo domani vediamo le previsione per dopodomani ciao" Chiaramente il fatto che un giorno e mezzo stare con i propri figli è semplicemente fantastico non gli sfiora la mente..indipendentemente dal tempo e dal luogo.

Fuori dalla finestra c'è uno spettacolo fantastico di montagne innevate, ed è vero che sta piovendo e in montagna stà nevicando ma è proprio questo che voglio i bambini!!!

Domenica sera, Ken: "Domani è brutto tempo quindi  non andiamo. Forse martedì ciao"
Lunedì mattina un ora fa "Domani mattina pronti alle 7,50 che andiamo in montagna e torniamo pomeriggio. Ciao"
Stò scrivendo in questo momento e guardo fuori dalla finestra ed è una giornata strepitosa!!!
Chiaramente non è passata dalla mente di Ken di prenderli oggi pomeriggio tenerli con se e domani mattina partire assieme, oppure partire direttamente pomeriggio cenare in montagna e domani mattina essere freschi e riposati per le piste da sci!!!

Forse Barbie ha i piedi freddi e di notte pretende che Ken sia a disposizione..
Forse Ken e Barbie non sono geneticamente preparati a dividere lo spazio con dei bambini, potrebbero essere portatori di un sacco di malattie quali: essere responsabili; guardare le cose con gli occhi della verità; occuparsi di qualcuno che non siano loro stessi....
O più semplicemente essendo Ken di plastica avrà un cervello di plastica, anzi il vuoto di plastica...


Stà di fatto che lunedì è ancora in corso e io ho dei dubbi che domani si verificherà questo evento incredibile di una giornata superiore alle 4 ore in compagnia dei figli....
Però considerando che il Papa ha dato le dimissioni...forse è un fatto che può accadere

Micol Morelli in attesa di notizie

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sabato 23 febbraio 2013

Primo voto ultimo voto


Oggi ero ad un pranzo di famiglia e visto e considerato che domani si vota, una parte della conversazione (piccola per mia fortuna)  verteva su chi pensi di votare...
Premesso che il mio senso di libertà è totale, non ho pregiudizi, in tema di polita, sesso e religione, ritengo che la libertà di pensiero sia l'elemento più importante...ma ci sono dei limiti!!

Dunque la più piccola della tavolata in età di voto, alla sua prima votazione, 19 anni, che quindi dovrebbe essere nel periodo ribelle, quello dove metti in discussione le questioni, quello dove cerchi di capire perché, dovrebbe essere un periodo di forti passioni dove tutto è all'eccesso dove guardi il futuro e vuoi solo giovani....almeno questa era la mia visione in quel periodo, dove anche se eravamo in contrasto sulle ideologie politiche almeno c'era la voglia di discuterne....
La più anziana della tavolata in età di voto, non sappiamo se alla sua ultima votazione, 93 anni, che quindi dovrebbe essere nell'età della saggezza quella dove gli occhi hanno visto tanto, le esperienze si sono sommate, ci sono state guerre, cambiamenti incredibili su tutti i fronti...almeno questa è la mia visione di quello che dovrebbe essere ..
..e mentre stavo gustando del tonno scottato e bevendo un bicchiere di vino, entrambe hanno detto che avrebbero votato il "Nano con i pruriti sessuali e il senso etico di un serial killer" quello con la mania dell'onnipotenza!!
Mi è andato di traverso tutto...

La mia libertà di pensiero è infinita ma così è come sentire dire da qualcuno che intende diventare un seguace di Charles Manson perché la sua idea di vita gli sembra adeguata!!!

Oppure potrebbe essere un problema di sovraesposizione a canali televisivi di Mediaset, magari sono state colpite in modo irreversibile dai contenuti subliminali ...

Oppure la presenza mediatica del nano è tale da offuscare le menti deboli..

Oppure è stato inserito un meccanismo di Imprinting nel momento della trasformazione al digitale terrestre, come per le anatre, erano li davanti al televisore l'hanno visto nel momento sbagliato e poff per le loro menti non c'è stata possibilità di fuga..

Sono seriamente preoccupata, domani si va a votare e se l'Imprinting avesse colpito in modo massiccio???
Che faccio?
Già così, al momento, è imbarazzante vivere in questo paese....e se diventasse peggio?

Anche perché dovesse essere così, significa che mi trovo in una posizione di totale minoranza di fronte a una maggioranza di minorati mentali..
Se mi guardo attorno vedo revival di tutto, dai colori fluo anni '80, al sound della musica dell'epoca, al ritorno della giacca...ma ne facevo volentieri a meno di un revival del "nano malefico", per i nani da giardino non ho nulla da ridire.



Micol Morelli
caderefamale.blogspot.it





venerdì 22 febbraio 2013

Sindrome di Stoccolma



Notte nervosa mattina agitata...
E' una di quelle giornate dove mi sembra di essere caduta ancora prima di alzarmi!!
Motivazione reali non dovrei averne, è più un insieme di piccole cose che si susseguono da ieri e che irritano in modo continuo e costante la mia capacità di mantenere il controllo. 

Le cose che mi stanno irritando sono inevitabilmente legate a Ken, Barbie e il mondo di plastica.

Mi rendo conto di non essere più sentimentalmente legata a Ken e neanche al ricordo di Big Jim, anche la sola idea di avere un contato fisico mi dà noia, né per trastrullo né per ricordo.
Vorrei essere ancora più lontana del lontano, questo limiterebbe i punti di contatto che disturbano la quiete.

Certo se fosse vera quiete neanche un terremoto potrebbe alterarla, forse ho davvero bisogno che passi dell'altro tempo..
Credo di essere affetta da una forma alternativa di sindrome di Stoccolma, in qualche modo provo una forma di legame con il mio carnefice..

Sta di fatto che questa mattina ho fatto dei danni solo al mio stomaco: patatine, cioccolatini con una birra...il mio stomaco chiaramente non ha gradito e i miei fianchi mi insulteranno domani..

Secondo me incendiare il mondo di plastica potrebbe essere un modo fantastico di distrarmi, ma sono contraria alla violenza... mi accontenterò di ricordare quanto noioso fosse cercare di parlare con lui e quanto poco creativo fosse il suo modo di far finta di amare ; )


C'è da dire che in questo preciso istante stò decisamente sorridendo pensando a quanto ho avuto modo di conoscere davvero il senso dell'amore in questo anno, 
al fatto che la vita mi ha allungato la mano mi ha fatto rialzare.
Quando penso a quei fantastici occhi blu che sono parte della mia vita non posso che ringraziare di essere caduta rovinosamente, rumorosamente e dolorosamente, perché rialzandomi ho avuto una nuova visione dell'esistenza ed è bellissima!!!!!!!!!!!!!

In questo caso Cadere fa bene




Micol Morelli
caderefamale.blogspot.it


giovedì 21 febbraio 2013

Amiche, ad ognuno le sue

Le incontri per caso sui banchi di scuola, nei corsi in università, fra gli amici dei figli, ad un corso di cucito, fra i clienti affezionati, ad un corso pre-parto, in coda alla posta....
noi puoi mai sapere dove le incontrerai perché le amiche si riconoscono con il tempo e in particolare con le avversità, possono essere giornate difficili, esami impossibili, paure inconfessabili, condivisione di genitori da eliminare...ma loro sono li nelle pieghe della vita, sono li che aspettano l'incontro.
Quando ero ragazza diffidavo delle amicizie femminili, mi sembrava che fossimo in competizione più che in collaborazione, ero propensa a fidarmi dei maschi e a confidarmi con loro, il tempo ha cambiato questa mia idea di base.
Considero le persone nella loro essenza indipendentemente dal sesso, ma le donne hanno davvero una capacità di vedere oltre.
E' come se la vita al femminile ti creasse tanti di quei problemi, ti frantumasse tanti di quei sogni, ideali, che chi supera questi test  ne risulta rinforzata e sicuramente con una capacità di comprendere e capire senza pari.



Le mie amiche sono strepitose, negli anni se ne sono aggiunte, alcune sono decedute e sono state eliminate, sono tutte diverse, sono tutte fantastiche sono tutte reali e non virtuali.

Non sono amiche accondiscendenti, sono quelle che se mi devono mandare a fare in culo mi ci mandano, sono quelle alle quali posso dire le cose come mi passano per la mente, sono quelle che anche se le mie scelte sono contrarie al loro modo di vita non mi limiterebbero perché sono mie le decisioni.

Le mie amiche sono sparse per il globo e sono tutte nel mio cuore.
In questo anno in cui la vita mi è stata stravolta sono state con me, mi hanno tenuta per mano, mi hanno asciugato le lacrime e dato calci nel sedere, hanno bevuto con me hanno riso con me ed hanno investigato con me.

Con le mie amiche ho parlato di tutto, di sesso, di Dio, di amore, di stronzate di vita.
Le mie amiche mi hanno aspettato di notte nei parcheggi per consolarmi, hanno portato Happy Meal per perché sapevano quando difficile fosse il momento per me e i bimbi, le mia amiche mi hanno mentito, mi hanno detto difficili verità, mi hanno abbracciata, e mi hanno sostenuta anche nelle scelte di uomini davvero improbabili...

Voglio bene a tutte per quello che rappresentate e per quello che siete.
Forse non vi avrò mai tutte assieme sedute nello stesso locale ma vi ho tutte le volte che sentite che ho bisogno di voi.
Sono così fortunata che fra le mie amiche posso aggiungere anche la mamma e la sorella e non è poco...
Grazie




Mi hanno anche detto che ero bellissima quanto non era vero.....
Come vi voglio bene ragazze!!!!!!!!!!!!

Micol Morelli
caderefamale.blogspot.com

martedì 19 febbraio 2013

Come lo slam...quello verde anni '80

Come lo slam.... quello verde come muco, periodo anni '80

Pensavo di aver vissuto in modo onorevole, sapete quando cercate di essere onesti con voi stessi di dire quello che si pensa, di combattere per le cose importanti e lasciare correre quelle che non interessano.
Pensavo davvero di aver creato delle forme di equilibrio nella bilancia dell'amore, ho amato sono stata amata, ho ricevuto ed ho dato.
Fra gli uomini che ho avuto ho forse fatto soffrire ma ho anche fatto stare bene...
Quando pensavo di aver capito solo un poco di quello che era la vita, lo scivolone galattico è arrivato.

Sento quest'odio che mi sovrasta, sono proprio la forma dell'odio che mi scivola sopra e mi riveste mi copre e limita il mio respiro. E' come stare in una bolla viscida, che cerchi di capire da dove arriva il perché c'è e che cacchio ci faccio io in mezzo...

L'odio che sento non sono io a provarlo ma lo prova Big Jim/Ken (io lo chiamo L'Imbe da Imbecille) per me ed io lo sento.

Tutto pensavo ma mai che sarei diventata oggetto di odio..
Nella vita ho sempre sorriso, non quei sorrisi accattivanti quelli per fare i ruffiani, ho sempre sorriso perché la vita mi piace, mi piace la gente, mi piace quello che mi circonda e niente come un sorriso mi apre alla vita.
Nella vita ho sempre detto grazie e prego, perché penso che un piccolo gesto possa regalare serenità, perché credo davvero in quel "grazie" e in quel "prego".
Nella vita con l'Imbe ho sempre cercato di capire, di anticipare, di guardare oltre, di non recriminare. Ho cercato di mostrare le mie ragioni i miei pensieri senza imporlo come sotto una dittatura, tutt'altro.....
Il concetto di libertà per me davvero è base di vita, non potrei mai dire "non questo non puoi farlo" la mia mente si rifiuta di elaborare una simile frase...

Ma credo che tutto questo appartenga solo alla mia mente e per quanto riguarda l'Imbe non sia mai giunto nulla alla sua... io che credevo che l'amore non avesse confini in particolare i confini della mente... mi ritrovo qui a ragionare nuovamente su una vita che non mi appartiene più su di un uomo che non esiste più.. Ma io ho bisogno di capire.

Qui, avvolta nell'odio che sento nelle parole non dette, negli sguardi non posati, nell'elettricità nell'aria ma in particolare per quel muco verde che mi avvolge e mi soffoca, quel muco che ricorda il gioco da bambina quello verde dentro la confezione di latta che lanciavo sul muro...
Ora vorrei lanciare l'odio sul muro e sentirlo rompere in mille pezzi e tornare a respirare e a pensare che ci sarà una soluzione ragionevole ed onorevole per questa guerra senza senso.




Micol Morelli

Indolenza o virus Bradipizio?

Indolenza o virus Bradipizio?


Mi sembra tanto strano essere qui oramai da mesi e sentirmi totalmente inutile anche se so di non esserlo.
Sono stata abituata a lavorare sempre e tanto, quel gesto fisico e mentale di tirarsi su le maniche e mettersi a produrre.
Ho lavorato di continuo a tutte le ore con impegno e passione, anche perché non conosco un sistema diverso di fare le cose. 
Mi sento profondamente e totalmente inutile, qui in attesa di una soluzione che cerco e che al momento ancora non trovo.
Li ho usati tutti i trucchi mentali per non sentirmi in colpa in questa situazione:
- tutti hanno diritto ad un periodo  di riposo
- hai lavorato 7 giorni su 7 per 10 anni consecutivi
- non ti sei presa neanche il periodo di congedo maternità
- l'anno sabbatico l'hai solo letto e mai sperimentato

Sulla mia psiche sono un sedativo momentaneo...decisamente momentaneo

La cosa che mi innervosisce di più è che prima in una giornata riuscivo a farci stare le cose di routine casalinghe, quelle lavorative e in più anche un piccolo spazio per me .... al momento sembra che le ore seguano altre regole, la giornata termina ancora prima di iniziare e mi ritrovo con un pugno di mosche.
Secondo me stò rallentando, sono stata contagiata da un virus "bradipizio" di quelli che ti invadono lentamente rallentano il tuo pensiero come i dischi in vinile sentiti con i giri sbagliati. Il virus ha colpito inesorabilmente mi stò bradipizzando ahhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!


Sarà il caso di creare un piano di attacco: sveglia entro le 7; e riempire la giornata con tutto il possibile, dallo scrivere, al riordinare in ordine alfabetico i libri e le spezie, vagliare le possibilità lavorative in zona e su le maniche riprendiamoci la velocità e tutta l'ironia che sono in grado di utilizzare.
Anche perché poi pensandoci bene non ho un guardaroba da bradipo adatto...il pelo grigio non mi dona molto,  mentre sono più da colori decisi tipo il nero pantera o l'arancione tigrato anche se in questo periodo è più la tuta da cacciatrice di draghi quella che mi tocca indossare tutti i giorni.

Il drago ha interferito in questo momento con il mio essere bradipo, metto la tuta prendo la spada e vado a combattere!



Micol Morelli

sabato 16 febbraio 2013

Faccio un brindisi

Faccio un brindisi:


Brindo ad un giorno fantastico, ad un momento unico della mia vita, brindo con gioia e un sorriso all'uscita di scena del buio e all'entrata del sole.

Seduta ad un tavolo asciugavo le lacrime che nelle ultime ore avevano fatto da protagonista sul mio viso e nel  mio cuore, lacrime di consapevolezza della fine di un rapporto, le mie amiche erano al mio fianco ed io cercavo di riprendere in mano me stessa.

Brindo alla infinita capacità di rialzarmi indipendentemente dall'altezza della caduta e dalla quantità di danni riportati.
Brindo a due occhi blu che mi hanno guardata per tutto il tempo in cui abbiamo parlato.
Brindo alla capacità della vita di stupire, di sconvolgere in un attimo tutte le finte certezze delle quali ci addobbiamo.

Brindo alla assoluta sincerità di uno sguardo.
Brindo al sorriso che si apre sul mio volto ora e mi fa illuminare lo sguardo.

Rialzarsi è fantastico.

Micol Morelli



Strade che uniscono strade che allontanano..

Strade che uniscono
Strade che allontanano
Strade che ....


C'è una strada che percorro da quando sono una ragazzina, una strada che dalla città mi porta al mare, una strada che ha memoria dei miei sogni, delle mie speranze e delle mie passioni e che ha influenzato la mia vita.

Avevo 10 anni la prima volta,  partimmo dalla pianura passando per i campi coltivati, attraversando il grande fiume, arrivando poi allo snodo ed iniziando le curve, arrivando alla salita su fino in cima scoprendo dopo la galleria più lunga che tempo ci sarebbe stato, scendendo fino all'ultima deviazione e  infine il cartello dell'uscita.
Ci sono stati anni dove non vedevo l'ora di arrivare e fiondarmi alla prima cabina telefonica e chiamarlo.
Per diversi anni il mio viaggio verso il mare era legato alle sensazioni che questo primo amore in assoluto faceva vivere al mio cuore.
Il primissimo amore, nato in spiaggia, quando il cuore ti si ferma, quando non pensi ad altro se non a lui. Certo, a 13 anni, il cervello di suo ha già poche cose alle quali pensare e sono tutte totalmente irrilevanti. Visto e considerato che non ero né un genio incompreso né una scienziata in erba direi che potevo anche dedicare tutto il mio tempo estivo a sospirare sui bicipiti, il sorriso e a fantasticare sulla mia vita futura sposata con quel fantastico ragazzo che era in spiaggia....
Purtroppo poi circa 28 anni dopo questo è accaduto....e l'epilogo è stata una catastrofe ancora in corso!



Ci sono stati anni dove quella strada mi dava solo un peso sul cuore, il ragazzo della spiaggia era fidanzato con altre ed io ne soffrivo da impazzire.

Poi quella stessa strada l'ho percorsa con le amiche, per passare fine settimana divertenti da dedicare solo a noi, ed erano 2 ore di auto di divertimento musica e risate.
Poi l'ho percorsa con vari mezzi condotti da "fidanzati" diversi con durate di vita strettamente legate alla capacità di farmi divertire.

Fino all'anno del cambiamento dove feci quella strada, arrivai a destinazione e senza alcuna ragione apparente, decisi di ritrovare il ragazzo della spiaggia. 
La mia memoria deve essere altamente selettiva in questa situazione particolare, aveva dimenticato tutte le lacrime, le motivazioni che mi avevano fatto interrompere più volte la relazione, il fatto che l'avessi considerato un bradipo sentimentale, il fatto che i suoi bicipiti non avevano più alcuno fascino per me, il fatto che non fosse in grado di sostenere una conversazione interessante per una cena completa....e ci sono ricaduta come una deficiente.
Direi che posso definirmi una Coglions in Progress! Per i soggetti come noi la capacità di essere sempre più coglione è proprio una missione.
Non solo l'ho rivisto, ma ho scelto anche poi di cambiare totalmente la mia vita e trasferirmi al di la della strada.
Da quel momento in poi il percorso non era per andare in vacanza....il percorso si era invertito.
Fino ad allora la strada era di liberazione, partivo dal lavoro e arrivavo in vacanza. 

Quella strada l'ho fatta al contrario per andare verso gli affetti, la famiglia, gli amici, tornare a casa. L'ho fatta incinta in tutti i mesi, l'ho fatta con passeggini in auto, culle, bagagli. Quella strada ha visto le mie lacrime e i miei sorrisi.

Quella strada in qualche modo è come se fosse depositaria di tanti pensieri, oggi quella strada acquisisce per me un valore diverso: inizio a vederla come la strada per la libertà, come se il periodo fosse finito e stia per arrivare il momento di attraversarla di nuovo con tutte le cose a me care dietro e lasciarmi alle spalle una parte di vita che non mi appartiene più.

Mi sto preparando non sarà domani e non sarà immediato ma il sorriso e la serenità iniziano ad occupare lo spazio.
Arriverà il momento in cui la strada tornerà ad avere il senso giusto per me sono curiosa di vedere quando accadrà.


Questo rimanere bloccata in un tratto di strada si è riflesso sulle mie scelte, liberarmi del limite del percorso rimetterà in gioco anche la mia capacità di reinventarmi. Siamo solo noi a scegliere indipendentemente da quello che ci raccontiamo nelle nostre menti.

 Micol Morelli

giovedì 7 febbraio 2013

Un fazzoletto.. stò ridendo troppo

Un fazzoletto...stò ridendo troppo

Prima o poi, cambierò argomento promesso!!
Ma ora sono troppi gli spunti che mi fanno sorridere, che mi fanno ridere e mi permettono di rialzarmi da quella mega caduta lontana ma molto vicina.

In una piovosa e confusa mattina di un anno fa circa, Ken (oramai la trasformazione era in atto) mi ha detto testuali parole: "Ho parlato con mia madre e con la mia fidanzata e abbiamo deciso che è meglio che io faccia le valigie e vada via."
Io sarei stata la moglie...forse l'unica con la quale discutere l'argomento...

Fui presa talmente in contropiede che credevo di aver capito male, sapete quando il cervello si rifiuta di elaborare delle conversazioni, il mio cercava di capire.
Da un lato era tale la voglia di ridere che mi sentivo in imbarazzo e dall'altro la voglia di piangere era immensa, che mi alzai presi il cappotto e li lasciai la privacy di farsi i bagagli.
Certo poi questa frase fu oggetti di risate, commenti, bevute con le amiche.
Questa frase mi fece anche capire quando fosse assurdo il tutto, fu come rompere un vetro opaco e vedere davvero che cosa nascondeva.

Ebbene Ken mi ha fatto avere un documento nel quale c'è scritto che vive con la mamma!!
Chiaramente sarebbe solo a mio uso e consumo, in quanto ora è cosa pubblica che viva con Barbie (versione salvaspazio in altezza ma non il giro seno) se no come potrebbe rispettare gli accostamenti cromatici di calzini, pantaloni, giacca e maglia??

Comunque ora amichevolmente lo chiamiamo "Quello che vive con la mamma"