domenica 26 gennaio 2014

Forza di un titolo

Mio figlio grande all'età di 4 anni dopo avermi chiamata prima:
- mamma
poi
- mammina
poi
- mami
ha deciso di chiamarmi per nome. 
A volte nome completo altre il diminutivo.

Quando parla di me con gli altri dice "mia mamma", ma con me usa il nome proprio.

All'epoca quando gli chiesi il motivo mi disse:
-"Io lo so che sei mia mamma, non ho bisogno di dirlo ogni volta. E' come se tu mi chiamassi continuamente figlio invece che con il mio nome"
L'argomentazione non faceva una piega.
Il concetto di mantenere l'identità della persona e non fermarsi al ruolo.

Questa teoria l'ha applicata quasi a tutti:
- me
- l'imbecille
- i nonni

Due giorni fa l'ho sentito rispondere al telefono all'Imbecille ed istintivamente l'ha chiamato per nome. 
Apriti cielo..
Ha dovuto correggersi subito con "..si certo Babbo, ok babbo, va bene babbo"

Chiusa la comunicazione è venuto da me e mi ha detto:
- "mi ha fatto una menata..che lui è il babbo ed io DEVO chiamarlo così!"
Ha scosso la testa del tipo ..non c'è speranza per lui.

In effetti ho pensato che deve davvero avere dei seri problemi con il suo IO se ha bisogno che qualcuno gli dica che è un "babbo". 
Non essendo capace ad esserlo deve sentirselo dire. Come se questo risolvesse la questione.
Come se la forza di un titolo stesse nel possedere il nome e non svolgerne le funzioni..

Micol Morelli micolmi
caderefamale.blogspot.it




1 commento:

  1. Sì sì, probabilmente ha bisogno che qualcuno di tanto in tanto glielo ricordi...
    Anche se io sono felicissima che i miei pargoli mi chiamino mamma... ma il tuo grande ha fatto un ragionamento perfetto!

    RispondiElimina